Quarto capitalismo

Informazioni sulle imprese di dimensione intermedia

La R&S e l'Ufficio Studi di Mediobanca hanno approfondito da lunga data e con molta determinazione il tema delle imprese del cosiddetto "quarto capitalismo", ossia quelle della fascia dimensionale intermedia nel sistema economico italiano.

L'attenzione a queste imprese è documentata nelle pubblicazioni di R&S (soprattutto nell'Annuario, di cui ogni nuova edizione tende ad arricchirsi dei profili di gruppi, già di media dimensione, che hanno raggiunto una significativa consistenza capitalistica ed occupazionale) e dell'Ufficio Studi (Le principali società italiane e Dati cumulativi di società italiane, opere nelle quali viene dato ampio spazio alle medie imprese). Le società del quarto capitalismo rientrano poi nell'ambito di ricerca che ha portato all'elaborazione del modello di scoring R&S-Unioncamere per la valutazione delle piccole e medie imprese.

Nel 2000 l'Ufficio Studi di Mediobanca ha avviato una collaborazione con il Centro Studi di Unioncamere allo scopo di redigere annualmente un rapporto sull'universo delle medie imprese industriali. La prima edizione è stata pubblicata nel 2001 e le statistiche sui dati economici e finanziari sono state raccolte a partire dal 1996. Questa indagine ha consentito la pubblicazione di molti materiali derivanti dalle testimonianze rese da accademici e da imprenditori ai numerosi convegni organizzati per la presentazione delle edizioni annuali. Nel 2010 è stata iniziata un’indagine analoga sulle medie imprese europee in collaborazione con Confindustria e Unioncamere.

Nel 2006 Mediobanca ha istituito un premio da assegnare alle medie imprese che si distinguono per gli elevati ritmi di crescita, la redditività, l'assetto di governance, l'organizzazione interna, l'innovazione e la leadership sui mercati. I profili delle società premiate sono pubblicati in questo sito.

Nel 2009 è stata iniziata una collaborazione con la Fondazione Istud allo scopo di individuare i modelli di sviluppo aziendale e le strategie di successo delle imprese del quarto capitalismo.


F.A.Q. - Domande frequenti

Che cosa significa quarto capitalismo?

Il quarto capitalismo è costituito dalle imprese della fascia dimensionale intermedia, né grandi né piccole, generalmente distinte da una presenza internazionale e parzialmente riconducibili a sistemi produttivi locali.

Vi sono pubblicazioni sul quarto capitalismo?

Il termine "quarto capitalismo" fu coniato da Giuseppe Turani a metà anni '90 ("I sogni del grande Nord"; 1996, Il Mulino); egli individuò i protagonisti del nuovo capitalismo nelle imprese di dimensione intermedia chiamandole "multinazionali tascabili". Nello stesso periodo i centri studi di Mediobanca e Unioncamere cominciarono a indagare l’universo delle medie imprese manifatturiere; la prima indagine, limitata al Nord Est, fu pubblicata nel 2000; negli anni successivi venne estesa a tutta l’Italia. Nel 2002 Andrea Colli analizzò storicamente le imprese di dimensione medio-grande; la sua ricerca ("Il quarto capitalismo"; 2002, Marsilio) fu basata in parte su informazioni tratte dai dati pubblicati da Mediobanca. Il termine “Quarto capitalismo” è stato ripreso nel 2006 dall'Ufficio Studi Mediobanca per individuare il campo delle rilevazioni utili al "Laboratorio per la competitività delle imprese" istituito insieme con il Comitato Europa di Confindustria dedicato all’insieme delle imprese di dimensione media e medio-grande.

Quali sono i limiti del quarto capitalismo?

Il quarto capitalismo comprende la fascia dimensionale intermedia tra le piccole imprese e i grandi gruppi. Convenzionalmente, raggruppa sia le medie imprese (che nella definizione Mediobanca-Unioncamere sono costituite dalle società di capitali aventi una forza lavoro compresa tra 50 e 499 dipendenti ed un volume di vendite tra 16 e 355 milioni di euro), sia la prima fascia delle grandi imprese (società con più di 499 dipendenti ed un fatturato inferiore ai 3 miliardi di euro). Si tratta di limiti che non possono valere in assoluto, ma che debbono essere stabiliti per assicurare rigore alle ricerche empiriche su questo insieme di aziende.

Quali sono i principali protagonisti del quarto capitalismo?

Le aziende più importanti vengono regolarmente censite dall'Ufficio Studi di Mediobanca che pubblica dati su singole società nell'opera "Le principali società italiane" (con focus su quelle più dinamiche) e dati aggregati nell'opera "Dati cumulativi di società italiane". Alcuni dettagli per le medie imprese (ad esempio le concentrazioni distrettuali e i sistemi produttivi locali) possono essere ricavati dalle indagini annuali Mediobanca-Unioncamere.

Il quarto capitalismo è un fenomeno residuale?

No. Nel loro insieme, le imprese del quarto capitalismo derivano da una progressiva trasformazione della nostra industria spinta dalla competizione globale e da andamenti declinanti dei maggiori gruppi nazionali. L'origine risale in media agli anni '70 e i principali mercati di sbocco sono rappresentati dai paesi europei, in buona misura quelli dell'area dell'euro e, più di recente, quelli dell'Est. Le imprese del quarto capitalismo tendono a produrre in fabbriche localizzate in Italia (prevalentemente nel Nord Est Centro e nel Nord Ovest) beni cosiddetti "made in Italy" che si caratterizzano per la qualità e, quelli intermedi, per il servizio al cliente.

Il quarto capitalismo può essere definito un nuovo miracolo italiano?

No. Si definiscono miracoli quei fenomeni straordinari che non si riesce a spiegare sulla base delle proprie conoscenze. L'emersione e la struttura del quarto capitalismo costituiscono invece un fenomeno del tutto ordinario, funzionante secondo leggi ormai sufficientemente chiarite.

Il quarto capitalismo è un fenomeno di nicchia?

Occorre non confondere il modello commerciale con la rilevanza del fenomeno. Le imprese del quarto capitalismo tendono a specializzarsi nei singoli prodotti i quali vengono collocati in nicchie di mercati appositamente create allo scopo di difendere le posizioni sia dai produttori di paesi a basso costo del lavoro sia dalle grandi multinazionali che sfruttano economie di scala e fabbriche delocalizzate. Una valutazione approssimativa del fenomeno, basata sulle singole imprese, porta ad un quarto circa della produzione manifatturiera nazionale (pari ad 1,7 volte l'incidenza dei gruppi maggiori a controllo italiano); la stessa incidenza sale al 40-50% circa tenendo conto dell'indotto. Come è noto, il comparto manifatturiero è costituito prevalentemente da imprese di piccola dimensione (mezzo milione circa nel 2005), per lo più organizzate in sistemi produttivi locali e cluster - in parte riconducibili alle filiere delle stesse imprese del quarto capitalismo - che generano la quota di gran lunga prevalente dell'avanzo commerciale verso l'estero.


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